Meditazione Zen: Zazen

ZAZEN: QUIETO DIMORARE

Nello Zen non c'è nulla di misterioso, di complicato. La Pratica è molto semplice: la meditazione seduta zazen, è soltanto sedersi, è rivolgere lo sguardo verso l'interno, imparare ad ascoltare, conoscere sè stessi e a lasciar cadere il proprio piccolo ego, armonizzandosi con la propria natura profonda. E' la saggezza che accede alla saggezza dalla porta del silenzio e che va oltre il desiderio di profitto. Durante zazen non si ferma il pensiero, si è consapevoli della sua presenza e lo si lascia passare. In questo modo si crea uno spazio di libertà e la coscienza diventa illimitata, infinita.

Postura

Per praticare zazen sedetevi su uno zafu (cuscino rotondo), state ben dritti e tendete gentilmente la colonna vertebrale. Incrociate le gambe nella posizione del loto , del mezzo-loto o birmana ,  così che le ginocchia siano fermamente radicate al suolo. Toccate il cielo con la testa, premete la terra con le ginocchia. Le dita della mano sinistra sono appoggiate su quelle della mano destra, i pollici si sfiorano, e il taglio delle mani è in contatto con il basso ventre. Il mento è rientrato senza creare tensione, la nuca diritta, il naso in verticale con l'ombelico, le spalle rilassate, gli occhi guardano verso il basso.

Coscienza

Hishiryo: pensiero al di là del pensiero, è lo stato della coscienza durante zazen che va al di là di ogni giudizio. Questa coscienza è mushotoku: senza scopo nè profitto materiale o spirituale. Quando lo spirito non dimora su nulla il vero spirito appare. Con la pratica di zazen si diventa consapevoli dell'aspetto impermanente dei pensieri, ci si sveglia dall'illusione di esistere come entità separate e ci si fonde nell'Universale, al di là dell'ego.

SANSHIN: LE TRE MENTI

In giapponese, Sanshin significa "tre menti".

Dogen Zenji raccomandava che chiunque  lavori a favore della famiglia del Buddha,(il Sangha), dovrebbe mantenere tre atteggiamenti mentali: Mente Magnanima (daishin), Mente Amorevole (roshin), e Mente Lieta (kishin).

DAISHIN La Mente Magnanima è come un oceano o una montagna: calma e costante, ma pronta ad accettare e nutrire gli innumerevoli esseri e  situazioni, senza distinzione. L'oceano è sereno perché accetta l'acqua di molti fiumi senza opporre resistenza.
ROSHIN La Mente Amorevole, letteralmente "mente dell'anziano", è simile all'atteggiamento di una nonna gentile o un genitore che si diletta nel prendersi cura degli altri. E' lo spirito del Bodhisattva, la persona completamente matura.
KISHIN La Mente Lieta è la gioia che sorge dal profondo del nostro cuore, anche in mezzo alle difficoltà. Nasce dalla intuizione di zazen, della non separazione e della comunione profonda con tutti gli esseri.

Insieme, le tre menti costituiscono il fondamento di una comunità buddista. Quando sono radicati nello zazen, questi tre atteggiamenti mentali ci permettono di vivere e lavorare in armonia con gli altri in ogni momento.

 I SETTE PUNTI DELLA PRATICA

Donati da Kosho Uchiyama Roshi il 23 febbraio 1975 durante l'ultimo discorso formale come abate di Antai.ji.

  1. Studiate e praticate il Buddha Dharma solo per amore del Buddha Dharma e non per il desiderio delle emozioni umane o per le idee mondane.
  2. Zazen è la cosa più onorata ed è il vero maestro.
  3. Zazen deve operare nella nostra vita quotidiana come le due pratiche (Voto e Pentimento) e le tre menti (mente Lieta, mente Amorevole e mente Magnanima) e dobbiamo praticare il detto: “guadagno è illusione, perdita è illuminazione".
  4. Vivete per i voti e radicateli profondamente.
  5. Realizzando che progresso e ricaduta dipendono solo da voi stessi, sforzatevi di praticare e migliorare.
  6. Sedete in silenzio per dieci anni, poi per altri dieci e per altri dieci ancora.
  7. Cooperate e tendete alla creazione di un luogo dove i praticanti sinceri possano praticare senza disturbo.

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